Ipotesi di Una Famiglia Para‑Kartvelica: il Tirrenico Come Primo Ramo Separato

Catcher: Si vuol enfatizzare che tirrenico e svanico sono i due rami “gemelli” del primo split, più vicini tra loro e con features overlappanti, mentre karto‑zan / georgiano‑zan è il ramo più innovato e distante.


Tirrenico e svanico

Propongo di trattare il tirrenico (etrusco–retico–lemnio), lo svanico e il karto‑zan (georgiano–mingrelio–laz) come tre macro‑rami di un più antico complesso para‑kartvelico, risultato della frammentazione di un continuum dialettale pre‑proto‑kartvelico. In questo modello, la prima frattura interna al complesso para‑kartvelico dà origine a due rami precoci e strettamente correlati:

  1. il ramo tirrenico (lemnio, etrusco e, probabilmente, retico);
  2. il ramo svanico arcaico, poi divenuto lo svanico storico.

Questi due rami, distaccatisi in una fase molto antica, conservano entrambi un profilo arcaico e condividono una serie di tratti ereditati dal livello para‑kartvelico (ad esempio strutture numerali, certi suffissi fossilizzati, pattern morfologici), che li rendono più vicini tra loro rispetto al terzo ramo.

Da un nucleo residuo del medesimo continuum si sviluppa successivamente il ramo karto‑zan / georgiano‑zan, che rappresenta il settore più innovato della famiglia: qui si concentrano le innovazioni fonologiche, morfologiche e lessicali che distinguono georgiano, mingrelio e laz sia dal tirrenico sia dallo svanico.

In sintesi, etrusco–retico–lemnio, svanico e karto‑zan formerebbero un linkage para‑kartvelico, in cui tirrenico e svanico costituiscono una coppia di rami laterali conservativi, usciti dal primo split del complesso para‑kartvelico e caratterizzati da un elevato grado di sovrapposizione di arcaismi, mentre il karto‑zan rappresenta il ramo nucleare successivamente innovato.


Struttura esplicita

La proposta implica una tripartizione primaria di un complesso para‑kartvelico, con un primo split che separa due rami arcaici (tirrenico e svanico) da un nucleo residuo che darà il karto‑zan.

  • Livello 0 (pre‑proto‑kartvelico / para‑kartvelico):
    continuum dialettale da cui emergono tre macro‑rami:
  • pre‑tirrenico → tirrenico (lemnio, etrusco, retico),
  • pre‑svanico → svanico arcaico → svanico storico,
  • pre‑karto‑zan → nucleo karto‑zan (georgiano, mingrelio, laz).
  • Prima frattura (early split para‑kartvelico):
    si separano congiuntamente:
  • il ramo tirrenico,
  • il ramo svanico, i quali mantengono un forte overlap di features arcaiche (ad esempio: conservatorismo nel sistema numerale, pattern di ablaut, certi suffissi derivazionali, tratti fonologici come la gestione delle fricative velari e delle labializzate).
  • Seconda frattura / residuo innovato:
    il nucleo rimanente evolve come karto‑zan, sede delle principali innovazioni che definiscono il kartvelico storico (riduzione del sistema vocalico, riorganizzazione del sistema verbale, innovazioni lessicali, ecc.).

In notazione cladistica, ma con enfasi sul primo split “gemellare”:

PRE - PROTO CARTVELICO
  |
  +-- SOTTO-GRUPPO A
  |     +-- Tirrenico
  |     +-- Svano
  |
  +-- SOTTO-GRUPPO B (PROTO CARTVELICO)
        +-- Karto-Zan

Dove:

  • (Tirrenico, Svano) formano la coppia arcaica del primo split,
  • Karto‑Zan è il ramo più innovato e distante.

In forma di linkage:

Continuum para-kartvelico
   |----------------|----------------|
pre-tirrenico    pre-svano      pre-karto-zan
   |                |                |
tirrenico         svanico        georgiano-zan

con l’aggiunta che:

  • pre‑tirrenico e pre‑svano rimangono più vicini tra loro (condivisione di arcaismi, tratti morfologici, strutture numerali),
  • pre‑karto‑zan si allontana progressivamente, accumulando innovazioni proprie.

Formula breve

Il modello prevede una tripartizione del complesso para‑kartvelico, in cui il primo split genera due rami arcaici e strettamente correlati – il tirrenico e lo svanico – caratterizzati da un elevato overlap di tratti conservativi, mentre il residuo dà origine al nucleo karto‑zan, ramo successivamente innovato. Tirrenico e svanico rappresentano quindi una coppia di rami laterali “gemelli” del primo distacco, distinti dal più innovato georgiano‑zan.


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